Cavità carsica nota dal Settecento, oggi rifugio del raro geotritone di Ambrosi.
Ai piedi di un’alta parete rocciosa, a 190 metri d’altitudine, si apre l’ingresso ampio e suggestivo della Grotta Grande di Pignone.
È la più importante delle numerose cavità dell’area carsica del paese.
La Grotta Grande si sviluppa per circa 346 metri, con un dislivello di 28 metri. Un tempo era conosciuta come "la cava": veniva utilizzata per estrarre materiale di pregio. La grotta è nota fin dal Settecento. Vi giunse il naturalista Lazzaro Spallanzani, che la visitò il 17 settembre 1783 e la descrisse nel suo diario come "insigne", annotando un'imboccatura "ampissima".
L'abitante più speciale è il geotritone di Ambrosi (Speleomantes ambrosii), un piccolo anfibio con corpo allungato, zampe corte e occhi grandi adattati al buio. Caccia proiettando a gran velocità la sua lunga lingua appiccicosa. È una specie endemica di una ristretta zona tra la Liguria orientale e la Toscana settentrionale ed è protetta.