Agricoltura

L'agricoltura di Pignone

Patate, fagioli lumè e cenerino, cipolla rossa, mais dell'asciutto: i prodotti tipici della Val di Vara.

Terrazzamenti e orti dell'agricoltura tradizionale di Pignone

A Pignone la terra non è mai stata generosa: poche aree pianeggianti, un terreno carsico, colline ripide. Eppure proprio da questa difficoltà è nata un'agricoltura di qualità, fatta di varietà locali che altrove non esistono.

Una terra lavorata da secoli

I borghi di Pignone e Casale sono nati al sicuro dalle alluvioni, lasciando il piano libero per le coltivazioni. Sui versanti le generazioni hanno costruito "piane" sostenute da muretti a secco. Fino alla prima metà del Novecento l'agricoltura è stata la principale risorsa economica. Oggi conosce una nuova vita grazie all'Associazione dei Produttori delle Valli del Pignone e del Casale.

I prodotti del territorio

Il re dell'orto è la patata di Pignone, coltivata nei terreni alluvionali. Durante la Seconda Guerra Mondiale le donne scendevano sulla costa con la cesta in testa per venderla. Non si sfarina in cottura: è perfetta per gnocchi e pane. I fagioli — lumè, cenerino, dell'Aquila — sono Prodotti Agroalimentari Tradizionali. Negli anni Cinquanta ogni sera partivano tre camion di fagioli verso Milano, Modena e Genova. Completano il quadro: cipolla rossa, mais "dell'asciutto", zucche e cavoli neri.

"Gli Orti di Pignone"

Ogni anno, all'ultimo fine settimana d'agosto, il borgo si anima con la mostra mercato. Per due giorni: ortaggi, patate, fagioli, miele, formaggi, olio, vino, farina di mais e castagne, tutti dei produttori locali. Le cucine preparano minestrone, verdure ripiene, fagioli con la salsiccia, polenta, torte salate e dolci.

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